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Galateo

Il Galateo della tavola

Il piacere di una tavola ben apparecchiata aumenta non solo il desiderio di convivere con gli oggetti belli ma attraverso essi arricchire la nostra cultura. Ci permettiamo di elencarvi una piccola guida sul galateo della tavola. Scelto il servizio di piatti provvederete ad abbinargli dei piatti segnaposto.
E’ fondamentale che ad ogni cambio di portata rimanga il sottopiatto, che sarà ovviamente di diametro maggiore rispetto agli altri. Veniamo all’apparecchiatura, in sequenza si dispongono: piatto segnaposto, piatto piano, piatto fondo. Vi rammentiamo che, seguendo precisamente il galateo della tavola, il piatto fondo deve essere usato soltanto per le minestre mentre per la pasta deve essere usato il piatto piano.
Nel caso si servisse un consommé, si possono utilizzare le apposite tazzine a due manici fornite di piattino. Si chiamano calici quando hanno lo stelo, altrimenti si parla di bicchieri. Per la tavola quotidiana ne bastano due, rispettivamente per l©ˆacqua e il vino. Per le cene o pranzi importanti il loro numero è tre.
Cominciando in alto a destra del piatto va messo il calice da vino bianco più piccolo, di seguito, ma spostato verso l©ˆalto, il calice da vino rosso, più grande rispetto al precedente, fino ad arrivare al calice per l'acqua che si trova sempre più a sinistra degli altri.
Il calice da champagne o flùte deve essere portato in tavola solo prima di essere servito, dopo avere tolto tutti i calici ad eccezione di quello per l'acqua. La coppa spumante può servire, se la forma lo consente, anche per servire gelato o macedonia. Possono integrare l'apparecchiatura dei calici da degustazione per pasteggiare del vino rosso diverso da quello normalmente servito, oppure i calici Roemer, cioè quei calici differentemente colorati di grandissimo effetto scenico tradizionalmente lavorati, che traggono la loro origine dall’esigenza dei nobili del Nord Europa di servire il vino della propria cantina ai loro commensali. Le posate devono essere sempre messe ai lati del piatto secondo l’ordine in cui si usano, per cui quelle più lontane dal piatto saranno le prime ad essere adoperate. I coltelli vanno disposti a destra con la parte tagliente rivolta verso il piatto. Dopo il coltello si mette il cucchiaio con la parte concava verso l’alto. Le forchette (per il loro numero si consideri che quando viene usata per una pietanza, la forchetta deve essere portata via insieme al piatto) vanno invece alla sinistra del piatto. Le posate da dessert vengono messe orizzontalmente in alto, davanti a ciascun piatto, con il manico sempre rivolto verso la mano che le impugna.
Quando si interrompe il pasto per conversare, le posate vanno appoggiate a triangolo sul piatto, alla fine, invece, disposte vicine perpendicolari al piatto. Il tovagliolo va messo ripiegato a sinistra del piatto. Il piattino pane andrà sistemato in alto a sinistra e tolto soltanto dopo aver servito il formaggio.
La forchetta pesce e coltello pesce vengono sistemate rispettivamente a sinistra e a destra del piatto. Se si servono cibi per cui è necessario usare la punta delle dita, sarà bene provvedere a una coppetta lavadita da posizionare alla sinistra del commensale, dotata di acqua tiepida e una fettine di limone. Il bon ton vorrebbe una piccola saliera disposta ogni due invitati.
Gli aperitivi, il caffè e i liquori si servono in salotto.

Il Galateo Preliminari di nozze

II matrimonio: un avvenimento che continua ad essere uno degli eventi più importanti della vita di un uomo e di una donna, che nonostante le continue e a volte repentine trasformazioni della società resta pur sempre un fatto sociale importante. Un appuntamento al quale è difficile mancare. La prima tappa che porta verso questa nuova vita ha una data che i due novelli sposi difficilmente possono dimenticare: la consegna dell'anello di fidanzamento.
Una gioia che ancora oggi, nonostante la perdita di certe tradizioni, è sempre argomento di discussione con amiche e familiari.
Una volta la cerimonia della consegna di questa "promessa" veniva vissuta con tutti i dettami della più rigida etichetta, ufficializzata con la festa di fidanzamento che si svolgeva alla presenza delle famiglie, dei parenti più stretti e degli amici.
Negli anni successivi, decadute le forme pompose, il giovane, una volta stabilita la data con la complicità della ragazza, si recava timido e vergognoso in casa della futura sposa, con i fiori da donare alla suocera, per chiedere al padre la mano della figlia.
Oggi, diciamo la verità, sono ben poche le famiglie che organizzano le feste di fidanzamento ed i giovani che si recano dalla famiglia di lei "ufficialmente" in genere frequentano la casa già da diverso tempo.
L'anello resta comunque il segno che ufficializza il fidanzamento.
E poco importa se si tratta soltanto di un gesto simbolico o di qualcosa di più imperante.
Sempre le tradizioni vorrebbero che l'anello di fidanzamento, divenuto tale solo dopo che lui lo avrà infilato all'anulare della mano sinistra di lei, sia un gioiello di famiglia, segno lontano di un bene che si vuole tramandare. In mancanza del gioiello di famiglia, resta il gioielliere di fiducia.
Di solito, data anche l'importanza dell'avvenimento, si prediligono le pietre preziose. Ed a questo proposito è bene non dimenticare che la scelta deve essere orientata sul brillante, smeraldo, rubino o zaffiro.
Il brillante, per chi vuole indicare che il loro amore è solido come il diamante ed eterno.
Il rubino, che sta ad indicare la passione e l'ardore.
Lo smeraldo, vero segno di speranza e fiducia nel futuro.
Lo zaffiro, confessione di fedeltà e di profondità.
La scelta comunque può essere allargata anche alle pietre semipreziose, come l'ametista, il topazio, l'acquamarina. La fidanzata dal canto suo regalerà al promesso sposo un dono altrettanto duraturo nel tempo come i gemelli, un portachiavi d'oro, un orologio, ecc. L'anello più importante però, resta sempre quello di nozze; la "vera o fede", già in uso presso i Germani che con quel gesto "segnavano" la propria donna. Ci si può far guidare dalla fantasia sia per l'anello di fidanzamento che nella scelta delle fedi. Oggi infatti accanto ai sempre eleganti 'cerchietti' d'oro, si trovano nuove soluzioni ricche di valore e significato, realizzate in oro o platino talvolta con l'aggiunta di minuscoli brillanti. E conclusasi questa prima tappa si arriva al giorno atteso e desiderato.
Suggerimenti se ne possono dare, anche se in definitiva saranno sempre i due novelli sposi a decidere come affrontare questo passo e soprattutto sul come preparare quella serie di incombenze legate ad un avvenimento di questa importanza. È quasi comprensibile quel velo di panico che circonda la coppia alla vigilia dei preparativi; di fronte agli obblighi a cui ci si deve attenere per rendere anche piacevole, oltre che grato, un appuntamento di questa importanza. Questi suggerimenti possono sembrare ormai sorpassati, e forse lo sono, ma li proponiamo seguendo quelli che sono i dettami del galateo, sicuri di fare cosa gradita.

Le spese

L'argomento economico dovrebbe essere regolato dalle rispettive famiglie sin dal momento del fidanzamento, con la dovuta discrezione per evitare noiosi contrattempi al momento dei preparativi nuziali. Su questo argomento comunque il galateo parla chiaro.

Alla famiglia della sposa tocca provvedere al:
» corredo della casa e corredo personale
» partecipazioni ed inviti
» confetti e bomboniere
» abito della sposa
» colazione o rinfresco
» automobili per il corteo di amici o parenti

in caso di matrimonio religioso sarà sempre la sposa a pensare alle spese per l'addobbo floreale della chiesa ed alla cerimonia.Toccherà invecealla famiglia dello sposo farsi carico:
» delle spese per l'acquisto delle fedi nuziali
» il bouquet della sposa
» i fiori all'occhiello per i testimoni
» l'automobile degli sposi
» il viaggio di nozze
» l'acquisto o l'affitto e l'arredamento della casa.

Le partecipazioni

Il discorso legato alle partecipazioni è soggetto ad interpretazioni molto soggettive. Le sole partecipazioni andrebbero spedite il giorno della cerimonia o addirittura ad evento avvenuto. Le partecipazioni con invito al pranzo od al rinfresco, andrebbero presentate dieci giorni prima. Contrariamente a quanti lo credono scortese, l'annuncio a matrimonio avvenuto è una forma corretta, anche se non è molto diffusa.

Formati e formule

Il cartoncino rigorosamente bianco può essere a due facciate o a facciata unica (generalmente 12x8). Nel matrimonio tradizionale sono i genitori ad annunciarne l'evento (a sinistraquelli della sposa, a destra quelli dello sposo) anche se niente vieta ai due sposi di annunciare le proprie nozze direttamente. In ogni caso è opportuno evitare forme di stravaganza e fantasia.
Semplicità e chiarezza, evitando strutture troppo retoriche, tralasciando ogni uso e tipo di titoli onorifici, accademici o nobiliari. Solo il necessario.
Per quanto riguarda la spedizione sarebbe preferibile abbondare e ricordarsi di tutti, piuttosto di lasciarsi prendere la mano dalla parsimonia la quale può essere scambiata per snobbismo o peggio ancora per dimenticanza. Unica cosa da evitare i doppioni confrontando prima i due indirizzari.

Inviti per il ricevimento

L'invito può essere fatto dai genitori della sposa per un cocktail qualche giorno prima delle nozze, o direttamente dagli sposi. È accorto apporre in calce all'invito la sigla R.S. V.P. (Rèpondez s'il Vous plaìt) o S.P.R. (Si prega di rispondere): in modo da poter conoscere l'esatto numero di persone che verranno alla cerimonia nuziale.Gli indirizzi sulla busta devono essere scritti inderogabilmente a mano.L'indirizzo sarà su tre righe:

» il nome
» la via
» la città

e saranno allineati a destra.

Gli invitati

Per le signore è escluso il bianco, mentre per gli uomini imperano gli abiti grigio-scuro e blu con cravatte di tono elegante e sobrio, purché non troppo chiare. Alle signore è concessa comunque qualsiasi frivolezza, purché di buongusto. Sconsigliabile il nero, accettabile solo se ben accessoriato.
Ricordarsi sempre, comunque, che il segreto charme di un abito da cerimonia è di non apparire da cerimonia.
Per chi volesse dar vita ad una cerimonia di altri tempi ricordarsi che le damigelle d'onore indosseranno un vestito d'identica fattura di quello della sposa ma in tinta pastello, con l'esclusione del bianco che invece sarà d'obbligo per i paggetti.

I ringraziamenti

Qualunque sia stato il dono ricevuto non bisogna mai dimenticare di ringraziare per iscritto, possibilmente entro un mese dalle nozze. Il biglietto sarà scritto personalmente da quello dei due sposi a cui è stato inviato il regalo che ringrazierà anche a nome del partner.
Nel caso di regalo collettivo, non dovrà essere dimenticato nessuno dei firmatari a cui sarà consegnata la bomboniera.
Un grave errore sarebbe quello di privilegiare soltanto i regali più graditi o costosi.
Quindi un po' di pazienza prima di nascondere vasi, vassoi, o soprammobili che tendono ad ingombrare. Un accorgimento anche per chi regala: il dono andrebbe sempre fatto recapitare accompagnato da un biglietto. Mai portarlo personalmente.

La cerimonia

Dopo tanti preparativi ecco arrivato il momento più atteso: la cerimonia. Questa potrà essere tradizionale, conformista od anticonformista, semplice.
Quello che non potrà essere lasciato da parte però, è il cerimoniale. Perché il matrimonio innanzitutto è un rito «il passaggio da uno stato civile ad un altro», come amano definirlo gli studiosi.
Poco importa se celebrato con rito civile o religioso; ogni gesto deve avere, ed ha, un suo significato; il padre che accompagna la figlia verso il genero a cui l'affida; il «si» seguito dallo scambio degli anelli, il lancio del riso alla fine della cerimonia in segno di fertilità e felicità. E dato che ogni gesto ha un suo significato è bene fare un po' di chiarezza. La sposa arriva sul luogo della cerimonia a bordo della macchina scelta per l'occasione che dovrà essere guarnita per ingraziosirla con un mazzo di fiori apposto sul lunotto posteriore. Con lei il padre od in sua mancanza il fratello maggiore od il parente più stretto.
Ad attenderla lo sposo, i testimoni ed i parenti più stretti.
Nel caso di matrimonio religioso, guardando l'altare a destra dovranno collocarsi i genitori dello sposo con i parenti subito alle loro spalle, a sinistra il testimone e la parentela di lei a scalare secondo l'importanza del legame fa- miliare.
Rispolverando vecchi ricordi ritroviamo i maestri di cerimonia a dirigere con mili- tare precisione ogni operazione.
Comunque una volta arrivata l'auto, la sposa, accompagnata dalle musiche prescelte, farà l'entrata trionfale a fianco del padre che l'accompagnerà porgendole il braccio destro sino all'altare od al luogo prescelto. Dopo i riti e le formule previste, il fatidico «si» con lacrime accompagnatorie che solitamente salgono dai banchi retrostanti, e lo scambio delle fedi. Seguono la firma del contratto nuziale con i testimoni, e finalmente il bacio, simbolo augurale di una nuova vita.
A conclusione i novelli sposi apriranno il corteo d'uscita.
Lo sposo accanto alla sposa, il padre della sposa dovrà essere vicino alla madre dello sposo ed il padre dello sposo alla madre della sposa, e dietro di loro parenti ed amici.

All'uscita della chiesa il tradizionale lancio del riso o petali di rosa.
Ed a questo punto tutto ciò che era stato ordine si trasforma in un allegro caos con i due «novelli» in balia degli invitati e dei presenti con i consueti auguri e baci alla sposa.
Il cerimoniale naturalmente è valido sia per il rito religioso che per quello ci- vile, a parte le sfumature del caso. Nel rito civile, ci potrà essere una maggiore libertà di spazio e meno etichetta nel modo di vestire, la sposa ad esempio potrà indossare un tailleur e lo sposo al posto del tight potrà presentare un gessato od un abito grigio, mentre a celebrare il matrimonio sarà il sindaco od un assessore.
Anche gli addobbi floreali non saranno ricchi come quelli del rito religioso anche se è bene non tralasciarli.
Per quanto riguarda la scelta dell'ora e del luogo, nel matrimonio civile c'è poco da scegliere: l'ora sarà di mattina ed il luogo il municipio.
Nel caso di un matrimonio religioso la scelta si ampia notevolmente anche se in teoria la chiesa di competenza è quella della sposa. Ma accordandosi in anticipo i due sposi possono scegliere un'altra chiesa più vicina ai ricordi od ai propri gusti, dirigendosi magari verso l'abbazia del Cinquecento, o verso la vecchia chiesetta di campagna carica di ricordi e di storia, circondata dal verde della pianura o delle colline retrostanti.
Prima del matrimonio comunque il rito religioso impone che i fidanzati seguano un corso preparatorio prematrimoniale.

Dopo tanti preparativi e fatiche ecco che finalmente è arrivato anche il momento del rinfresco e dei festeggiamenti che tra un brindisi ed un augurio chiuderà la lunga maratona della celebrazione.
Certo che ancora una volta per la buona riuscita dei festeggiamenti ci vuole una organizzazione quasi perfetta e studiata in ogni particolare. Le insidie certo non sono poche ed è bene pensarci in tempo cercando di non tralasciare niente. La sala, tanto per citare un esempio, è preferibile sceglierla grande dove però si corre il rischio di perdersi? Oppure più piccola con il pericolo però di non riuscire neanche a muoversi? Oppure sarebbe preferibile andare verso quel ristorante in aperta campagna che però conoscono solo in pochi? Per fortuna le alternative non mancano e c'è solo l'imbarazzo della scelta. Una scelta che si allarga dal luogo che di volta in volta può essere la sala di una vecchia villa Settecentesca o la terrazza del ristorante cittadino, al tipo di rinfresco che si vuole offrire agli ospiti: dalle colazioni prolungate, ai cocktail in piedi, alle cene tradizionali.
Naturalmente il tipo di rinfresco prescelto dipenderà molto da una serie di fattori come l'ora in cui si svolge la cerimonia, gli spazi disponibili, la stagione.
Organizzatrice di tutto, la famiglia della sposa. Se la cerimonia avverrà ,di mattina ci potrà essere un leggero rinfresco per parenti ed amici, con tartine, pizzette, salatini, spremute di frutta fresca, vini bianchi. La leggera colazione avverrà in piedi. In alternativa ci potrà essere il classico pranzo di nozze che prevede una carrellata di antipasti, due primi, due secondi e dessert.
Se i tavoli saranno disposti a ferro di cavallo gli sposi prenderanno posto al centro con a destra della sposa i genitori dello sposo, un testimone, la parente più stretta e di seguito parenti ed amici.
Se invece i tavoli, per la caratteristica della sala o per altri motivi, avranno disposizione diversa, quello centrale sarà sempre riservato agli sposi, ai genitori ed ai testimoni, mentre parenti ed amici occuperanno tutti gli altri tavoli.
Se invece la cerimonia si svolgerà nel pomeriggio si potrà optare per un cocktail, seguito da una cena in piedi e conseguente ballo. Sarebbe bene evitare le soluzioni miste: buffet in piedi seguito da un pranzo a tavola, o da un cocktail-pranzo. Come sempre è preferibile affidarsi alla qualità che non alla quantità. È preferibile una scelta sicura e certa che un puzzle di iniziative adottate per non scontentare nessuno. Si finirebbe per non accontentare ne i diretti interessati, ne gli ospiti.
L'unica cosa da non dimenticare alla festa matrimoniale è la torta nuziale che sarà tagliata, almeno la prima fetta, dallo sposo accompagnato dalla mano della sposa, seguita da una grandinata di flash del fotografo ufficiale e degli invitati che saranno intervenuti provvisti di macchina fotografica.
Non dimenticare i confetti da distribuire prima di partire per il viaggio di nozze, ultima incombenza della giornata di celebrazione.
Durante la festa gli sposi dovrebbero fare i padroni di casa, girando per i tavoli senza dimenticare nessuno, intrattenendosi con parenti, amici ed invitati cercando di passare con loro un lasso di tempo eguale per tutti, scambiando battute e cortesie.
Ancora una volta è consigliabile non lasciarsi andare a manifestazioni troppo calorose o rumorose. È preferibile usare un tono pacato che volgare.
Ed arrivati a questo punto, con la torta tagliata, il brindisi fatto, ed i confetti consegnati, i novelli sposi possono anche uscire in silenzio dai festeggiamenti per dirigersi verso il sospirato viaggio di nozze, oppure per cercare un angolo tranquillo dove abbandonarsi dopo tanto stress.